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Montemonaco festeggia San Sebastiano al Rifugio Altino

Come ogni anno il 20 gennaio, festa di San Sebastiano e patrono dei vigili urbani, la comunità di Montemonaco, assieme alle autorità municipali, si reca in processione a Tofe alla Chiesa di Santa Maria in Casilicchio come forma di ringraziamento per una scampata peste che fu portata in Italia dai Lanzichenecchi nel 1527. In questa occasione e come è documentato negli archivi comunali, venivano e vengono tutt’ora offerti pane, vino cotto e salsicce benedette.

Visto la grande fede che gli abitanti di Montemonaco e delle sue frazioni hanno sempre manifestato, nel 1993 Monsignor Chiaretti, allora vescovo di Montalto, decise di elevare questa chiesa al rango di Santuario Mariano, ovvero un luogo sacro dove i fedeli vi si recano in pellegrinaggio con l’approvazione dell’Ordinario del luogo.

Questa importante ricorrenza è stata occasione per la prima uscita ufficiale di Mons. Carlo Bresciani, insignito da pochi giorni della carica di Vescovo di Ascoli Piceno, dopo che per mesi la Diocesi è stata sede vacante a causa della prematura scomparsa di Mons. Silvano Montevecchi.

Quest’anno la partecipazione alla processione ed alla festa è stata ancor più nutrita e sentita da parte di tutta la popolazione, delle amministrazioni dei comuni di tutto l’ascolano e del Presidente della Provincia, i quali hanno voluto salutare e dare il benvenuto al nuovo Vescovo.

Dopo le benedizioni di rito, tutte le alte cariche presenti si sono recate ad Altino, frazione posta a 1.042 mt. di altitudine e prevalentemente composta da case in sasso finemente restaurate. Qui si trova il Rifugio Altino, che per questo importante giorno di festa ha voluto offrire il pranzo a tutti i partecipanti. Il contesto prestigioso il cui il Rifugio si trova permette di godere di spettacolari panorami su tutta la vallata sottostante, con le alte vette dei Monti Sibilla e Vettore a farle da cornice.

E’ stato un grande giorno di aggregazione e di festa, sia per le istituzioni comunali che per le cariche ecclesiastiche che hanno potuto vivere per un giorno il territorio e le sue bellezze naturalistiche e paesaggistiche che i Monti Sibillini sanno donare.

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